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In vista della necessità di rinnovare il parco rotabile sulle
linee esistenti e su quelle di cui si prevede la costruzione il Comune di Roma
bandisce una gara per una fornitura di vetture bidirezionali, destinate a sostituire le
articolate Stanga e
Socimi. La fornitura è stata aggiudicata al costruttore spagnolo CAF ed è
stata definitivamente quantificata in 121 rotabili. Il modello Urbos, al momento uno dei
più diffusi al mondo, è stato sviluppato a partire dai primi anni del nuovo
secolo in diverse versioni:
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Urbos 1: è il capostipite della nuova generazione. Le vetture
sono costruite secondo lo schema modulare che consente di aggiungere un
numero variabile di elementi intermedi rimorchiati alle due motrici di
estremità. Questa prima serie, diffusa soltanto in Spagna, è alimentata dal
solo filo di contatto e si presenta con una lunghezza variabile da 20 a 45
metri, a seconda della configurazione. La produzione è stata la base di
partenza delle successive versioni;
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Urbos 2: utilizzato, tra le altre reti, a
Vitoria
e Siviglia, è la prima versione
commererciale del rotabile. Viene incontro alle più disparate esigenze dei
potenziali clienti mediante le configurazioni tipiche a tre, cinque e sette
elementi e una migliore disposizione degli arredi interni, ma è ancora
legato alla sola alimentazione da filo aereo.
Il tipo 3 viene prodotto nelle versioni 70 e 100 (numeri che
indicano la percentuale di pianale ribassato rispetto alla lunghezza complessiva).
Sono indicati per le reti tranviarie
urbane e per i sistemi
light rail. L'ing. Giovanni Mantovani ne da un'esauriente descrizione sul
quaderno 2/2025
dell'Ordine degli ingegneri di Roma:
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Per il
rinnovo e l’ampliamento della flotta, in vista della crescita della
rete, ATAC ha indetto nel 2023 la gara per un accordo quadro avente per
oggetto 121 tram a 5 casse con un rodiggio ibrido, ovvero composto da
due
carrelli pivotanti tipo AXL (quelli alle estremità, maggiormente
soggetti a criticità di interazione ruota/rotaia) e due carrelli
intermedi non pivotanti tipo 100X.
Questa
configurazione e la cassa centrale sospesa sono caratteristiche comuni
ai Cityway Roma 1, ma il tram Urbos per Roma presenta fondamentali
differenze: anche i carrelli intermedi sono motori e hanno sale montate;
la concezione di ambedue i tipi di carrello (dotati di ruote
superelastiche e di sospensioni primaria e secondaria) consente di
avere, in corrispondenza di essi, il pavimento a una quota sul p.d.f.
relativamente bassa, 495 o 500 mm, raccordata alle aree a 350 mm
mediante rampe aventi pendenza non superiore all’8%.
Si ha così
un veicolo a pavimento sostanzialmente tutto basso, in grado di
circolare senza problemi su una rete storica impegnativa.
Il tram è
lungo 33,5 m e largo 2,4 m. I posti a sedere sono 68 e quelli in piedi
147, alla densità di 4 p/m2. La cassa centrale, senza posti a sedere, è
multifunzionale e può accogliere due sedie a ruote. I carrelli sono
[a due motori].
La velocità massima è 60 km/h, l’accelerazione massima 1,2 m/s2.
La
frenatura di servizio è normalmente solo elettrodinamica, fino a una
velocità molto bassa (< 5 km/h).
Un aspetto
innovativo è la capacità di percorrere tratte prive di linea aerea,
previste dalle nuove linee romane, lunghe anche più di 1 km, grazie a un
sistema di accumulo di energia utilizzante batterie di trazione al
litio-titanato, caratterizzate da elevata potenza specifica e buona
stabilità. Le batterie vengono ricaricate durante la marcia sotto linea
aerea e ricevono anche, l’energia rigenerata in frenatura. |
La marcia autonoma di questi nuovi tram è stata
sviluppata da CAF con la collaborazione di Trainelec, sua controllata
specializzata nella progettazione e produzione di apparecchiature di trazione
elettrica. Le vetture sono dotate sull'imperiale di
supercondensatori
che vengono caricati nel breve tempo di sosta alle fermate. Questo sistema non
solo recupera l'energia accumulata durante il viaggio, ma può anche
immagazzinare l'energia di frenata, che in altri tempi finiva sciupata da
resistenze. Il sistema consente un'autonomia di funzionamento senza linea aerea
di circa 1.200 metri, a seconda della capacità installata e delle
caratteristiche di ciascuna linea tranviaria.
Seguendo lo schema pari-dispari inaugurato con le
vetture SOCIMI i nuovi tram saranno numerati nelle serie 93-94.


I pulsanti che consentono ai conducenti di passare
dall'alimentazione a filo aereo a quella ad accumulatori
(da un video ufficiale di presentazione)

Un esempio dei supercondensatori installato sui tram
Urbos
Tram Urbos
|
num. es. |
q.tà |
anno |
tipo |
costr. |
eq. el. |
num. assi |
lungh. |
largh. |
tara |
passo |
interp. |
motori |
com. |
freni |
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9301-9422 |
121 |
2026 |
Urbos |
CAF |
2+2+2+2+2 |
33,5 m |
2,4 m |
|
|
1,8 m |
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. |
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