.

La storia del trasporto pubblico di Roma raccontata con passione e per passione. Sito fondato da Vittorio Formigari, online dal 1999

.

Home page I La rete tranviaria di Roma | Indice rotabili

.

Rotabili della rete tranviaria di Roma. Materiale dell'azienda municipale

I CAF URBOS

     
 

     
Immagini dei modelli 1, 2 e 3

 
     
  In vista della necessità di rinnovare il parco rotabile sulle linee esistenti e su quelle di cui si prevede la costruzione il Comune di Roma bandisce una gara per una fornitura di vetture bidirezionali, destinate a sostituire le articolate Stanga e Socimi. La fornitura è stata aggiudicata al costruttore spagnolo CAF ed è stata definitivamente quantificata in 121 rotabili. Il modello Urbos, al momento uno dei più diffusi al mondo, è stato sviluppato a partire dai primi anni del nuovo secolo in diverse versioni:
  • Urbos 1: è il capostipite della nuova generazione. Le vetture sono costruite secondo lo schema modulare che consente di aggiungere un numero variabile di elementi intermedi rimorchiati alle due motrici di estremità. Questa prima serie, diffusa soltanto in Spagna, è alimentata dal solo filo di contatto e si presenta con una lunghezza variabile da 20 a 45 metri, a seconda della configurazione. La produzione è stata la base di partenza delle successive versioni;
  • Urbos 2: utilizzato, tra le altre reti, a Vitoria e Siviglia, è la prima versione commererciale del rotabile. Viene incontro alle più disparate esigenze dei potenziali clienti mediante le configurazioni tipiche a tre, cinque e sette elementi e una migliore disposizione degli arredi interni, ma è ancora legato alla sola alimentazione da filo aereo.

Il tipo 3 viene prodotto nelle versioni 70 e 100 (numeri che indicano la percentuale di pianale ribassato rispetto alla lunghezza complessiva). Sono indicati per le reti tranviarie urbane e per i sistemi light rail. L'ing. Giovanni Mantovani ne da un'esauriente descrizione sul quaderno 2/2025 dell'Ordine degli ingegneri di Roma:
   
 

Per il rinnovo e l’ampliamento della flotta, in vista della crescita della rete, ATAC ha indetto nel 2023 la gara per un accordo quadro avente per oggetto 121 tram a 5 casse con un rodiggio ibrido, ovvero composto da due carrelli pivotanti tipo AXL (quelli alle estremità, maggiormente soggetti a criticità di interazione ruota/rotaia) e due carrelli intermedi non pivotanti tipo 100X.

Questa configurazione e la cassa centrale sospesa sono caratteristiche comuni ai Cityway Roma 1, ma il tram Urbos per Roma presenta fondamentali differenze: anche i carrelli intermedi sono motori e hanno sale montate; la concezione di ambedue i tipi di carrello (dotati di ruote superelastiche e di sospensioni primaria e secondaria) consente di avere, in corrispondenza di essi, il pavimento a una quota sul p.d.f. relativamente bassa, 495 o 500 mm, raccordata alle aree a 350 mm mediante rampe aventi pendenza non superiore all’8%.

Si ha così un veicolo a pavimento sostanzialmente tutto basso, in grado di circolare senza problemi su una rete storica impegnativa.

Il tram è lungo 33,5 m e largo 2,4 m. I posti a sedere sono 68 e quelli in piedi 147, alla densità di 4 p/m2. La cassa centrale, senza posti a sedere, è multifunzionale e può accogliere due sedie a ruote. I carrelli sono [a due motori]. La velocità massima è 60 km/h, l’accelerazione massima 1,2 m/s2.

La frenatura di servizio è normalmente solo elettrodinamica, fino a una velocità molto bassa (< 5 km/h).

Un aspetto innovativo è la capacità di percorrere tratte prive di linea aerea, previste dalle nuove linee romane, lunghe anche più di 1 km, grazie a un sistema di accumulo di energia utilizzante batterie di trazione al litio-titanato, caratterizzate da elevata potenza specifica e buona stabilità. Le batterie vengono ricaricate durante la marcia sotto linea aerea e ricevono anche, l’energia rigenerata in frenatura.

La marcia autonoma di questi nuovi tram è stata sviluppata da CAF con la collaborazione di Trainelec, sua controllata specializzata nella progettazione e produzione di apparecchiature di trazione elettrica. Le vetture sono dotate sull'imperiale di supercondensatori che vengono caricati nel breve tempo di sosta alle fermate. Questo sistema non solo recupera l'energia accumulata durante il viaggio, ma può anche immagazzinare l'energia di frenata, che in altri tempi finiva sciupata da resistenze. Il sistema consente un'autonomia di funzionamento senza linea aerea di circa 1.200 metri, a seconda della capacità installata e delle caratteristiche di ciascuna linea tranviaria.

Seguendo lo schema pari-dispari inaugurato con le vetture SOCIMI i nuovi tram saranno numerati nelle serie 93-94.

 

 
I pulsanti che consentono ai conducenti di passare dall'alimentazione a filo aereo a quella ad accumulatori
(da un video ufficiale di presentazione)


Un esempio dei supercondensatori installato sui tram Urbos

Tram Urbos

num. es. q.tà anno tipo costr. eq. el. num. assi lungh. largh. tara passo interp. motori com. freni
9301-9422 121 2026 Urbos CAF 2+2+2+2+2 33,5 m 2,4 m     1,8 m   .  
 
     
 
 
 

Home page

La rete tranviaria di Roma | Indice rotabili

   
.

TramRoma, ©1999-2023 - Curatori: Dario Giacomini, Mauro Di Pietrantonio

Ultimo aggiornamento: lunedì 16 marzo 2026