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Rotabili della Ferrovia Roma-Fiuggi Frosinone

MATERIALE MOTORE DEGLI ANNI '20

     
 

Motrici gruppo 430-410

 
     
 

Nel 1921 sono immesse in servizio sei nuove elettromotrici a carrelli, a completa aderenza, con bagagliaio e comparto postale. Numerate da 431 a 436, sono destinate al servizio extraurbano.


Immagine di fabbrica

Meccanica

I rotabili sono di costruzione Miani e Silvestri. Nella disposizione originale le motrici hanno la corsia passeggeri costituita da un finestrino di I classe, al quale seguono un compartimento bagagli con proprio accesso, una cabina contenente apparecchiature elettriche e tre finestrini di III classe (II dopo il 1956).

Equipaggiamento elettrico.

E' fornito dalla Franco Tosi, costruito su licenza della General Electric. Si hanno due motori per carrello, permanentemente connessi tra loro in serie (alimentazione a 750 V). Un punto non chiarito nella storia di queste motrici è il circuito di comando per il quale, da documentazione STEFER, si avrebbe un controller centrale comandato dai posti di condotta non si sa se meccanicamente, a mezzo di aria compressa o altro, sostituito, sembra nel 1928, dall'usuale comando diretto con controller B59 e interruttore di linea. L'equipaggiamento elettrico è in ogni caso montato in una cabina centrale; un dinamotore alimentato dalla linea con uscita a 800 V fornisce la corrente per il comando dell'interruttore di linea, il compressore e l'illuminazione. L'impianto di riscaldamento è alimentato dalla linea a 1600 V. La presa di corrente è a pantografo, inizialmente a doppio strisciante montato in posizione centrale, successivamente su parte dei rotabili sostituito da pantografo a strisciante unico montato sopra un carrello.

Il controller centrale azionato meccanicamente dai posti di condotta a mezzo di ingranaggi e catene è tipico della produzione del Tecnomasio Brown Boveri e non sembra sia mai stato presente su rotabili con equipaggiamento General Electric; è più probabile che si sia trattato di un comando indiretto che, per qualche motivo, è stato poii scartato.

Le motrici gr. 430 subiranno varie modifiche sostanziali.

  • nel 1926 sono montate sulle motrici le torrette per l'alimentazione del circuito di illuminazione e successivamente del riscaldamento delle rimorchiate. Fino al 1926, infatti, l'illuminazione delle rimorchiate era prelevata ad 800 V dal dinamotore delle motrici; con le modifiche del 1926 le rimorchiata e le motrici sono dotate di impianto a 1600 V per luce e riscaldamento. Si veda anche in l'alimentazione del circuito luce delle rimorchiate.
  • nel 1928 si ha una notevole modifica nella cassa e nell'equipaggiamento elettrico (ved. sopra): si sopprime la cabina centrale che contiene l'equipaggiamento elettrico sostituendola con un armadio per il dinamotore e l'interruttore generale e portando il reostato sul tetto; il controller centrale è sostituito da due controller B59 con manovella LB montati nei posti di condotta. Le fiancate appariranno con una scansione uniforme dei finestrini, corrispondente ai cinque moduli della corsia passeggeri (quello centrale parzialmente occupato dall'armadio dell'equipaggiamento elettrico).
  • nel 1929 le motrici sono state dotate di riscaldamento elettrico.
  • nel 1938, probabilmente per la necessità di rinforzare il servizio urbano per le officine Breda di Grotte Celoni, le motrici 435 e 436 sono modificate per il servizio urbano e rinumerate 412 e 411; oltre a modifiche alla cassa con la soppressione del comparto bagagli e la modifica dei finestrini, sulle due motrici sono montati i carrelli di origine delle motrici 407 e 404, muniti di motori U175 da 96 CV.
  • nell'immediato dopoguerra anche le motrici 431-434 sono modificate per  il servizio urbano ma solo alcune sono sottoposte alla modifica dei finestrini,


Le 430 in servizio extraurbano a Palestrina, Zagarolo città e Cave

La 412 e la 431 coi finestrini modificati. La 433e la 434 rimaste in aspetto originale

I dettagli della sostituzione dei carrelli sulle 435 e 436 sono dati da fonte STEFER, ma contrastano con l'unica immagine chiara che abbiamo della motrice 412, i carrelli della quale non sembrano affatto quelli di origine del gruppo 400 dotati di barra di accoppiamento dei parasale, ma appaiono identici ai carrelli delle altre motrici del gruppo 430 (ved. più oltre, immagine A).

All'arrivo, nel 1941, delle rimorchiate gr. 100 dotate di porte pneumatiche, per il traino delle stesse sono adibite inizialmente le 430, modificate con l'aggiunta di una terza condotta pneumatica per alimentare i serbatoi delle porte; la stessa sarà poi eliminata alimentando i serbatoi delle porte dal serbatoio del freno automatico tramite valvole di ritegno, ma qualche motrice, come la 431 (ved. immagine B), manterrà sempre l'attacco, chiuso da un tappo, della terza condotta.

Nel 1955 risultano esistenti tutte le sei motrici; nel 1963 sono presenti solo la 432, che rimarrà a lungo in deposito per una trasformazione in treno bloccato con la motrice 403 quale rimorchio pilota che non sarà mai effettuaya, e la 434, che subisce una ricostruzione insieme alla 457 per l'effettuazione di corse locali; ancora come per la 457. E' oggi conservata nella raccolta di rotabili di Colonna.

Le motrici 430 sono l'ultimo acquisto della SFV prima del commissariamento.

 
     
 


Carrello originario motrici 430; (A) carrello motrice 412; (B) terzo accoppiatore su testata 431.

 
La motrice 434 dopo la ricostruzione e conservata a Colonna

 
 

Locomotori gruppo 11

Nel 1924 entrano in servizio tre locomotori a quattro assi e quattro motori, per servizio viaggiatori e merci, numerati 11-13, costruiti nel 1923, di costruzione Carminati e Toselli e parte elettrica TIBB. Anche questi rotabili, come i precedenti locomotori, si presentano originariamente senza porte di intercomunicazione, che sono però aggiunte in una modifica condotta poco dopo l'immissione in servizio; essendo la parte anteriore della cabina occupata da un grosso controller a comando diretto, la porta di intercomunicazione deve però essere aperta in posizione non centrale, ciò che darà sempre un aspetto sbilanciato al frontale di questi locomotori.


Il loc. 13 nelle condizioni di origine e al traino del treno rapido a Fiuggi

Meccanica

La cassa, più lunga di due metri di quella dei locomotori gr. 1, comprende un comparto bagagli centrale con porte di accesso esterne ed una cabina per l'equipaggiamento elettrico. Non sembra che, oltre agli usuali freni diretto e automatico su due condotte, i rotabili dispongano di freno elettrico reostatico.

Equipaggiamento elettrico

E' di costruzione TIBB. Si hanno due motori per carrello, permanentemente connessi tra loro in serie (alimentazione a 750 V); secondo una disposizione tipica del TIBB che resterà in uso fino agli anni Trenta, il circuito di comando è di tipo diretto, con controller centrale comandato da controller di manovra posti nelle cabine (comando a timone) a mezzo di una trasmissione meccanica con ingranaggi d'angolo e catena.

Il compressore, l'illuminazione e il riscaldamento sono alimentati direttamente a 1600 V. La presa di corrente è a pantografo, inizialmente a doppio strisciante montato in posizione centrale, successivamente su parte dei rotabili sostituito da pantografo a strisciante unico montato sopra un carrello.

Modifiche eseguite sui rotabili

L'unica modifica che sembra aver interessato questi rotabili è quella per ricavare la porta di intercomunicazione sui frontali, in posizione non cnetrale per la presenza del comando a timonew. I locomotori risultano tutti presenti nel 1956; nel 1962 il 12 risulta accantonato ed è utilizzato sporadicamente solo il 13; nel 1967 non appare disponibile nessun locomotore. Da un documento STEFER risulterebbe che il loc. 12 sia entrato in servizio nel 1927 anzichè nel 1923. La cosa potrebbe essere considerata un errore, se non ci fosse la coincidenza del fatto che del loc. 12 non si è mai trovata una immagine e che lo stesso risulta sicuramente mancante almeno dopo il 1945.


A sinistra il locomotore 11 con il frontale originario; al centro e a destra locomotori coi frontali modificati

 
 

Motrici gruppo 420

A partire dal 1926 entrano in servizio dieci motrici a quattro assi e quattro motori espressamente costruite per i servizi urbani, da utilizzare normalmente coi rimorchi del gruppo 050-073, anch'essi forniti nella stessa epoca. Essendo previste per il solo servizio urbano (anche se possono circolare con prestazioni ridotte su tutta la linea) questi rotabili sono a classe unica, privi della ritirata e di porte di intercomunicazione. La fornitura, iniziata nel 1926, si conclude nel 1932 secondo il seguente schema:

1926 1930 1932
Carminati e Torelli SFV
421 422 423 424 424 426 427 428 429 420

 
La 421 e la 057 nelle condizioni di origine; motrice 420 e rimorchiate 050 sull'anello di piazza dei Mirti treno con motrice 427 e due rimorchiate urbane (1943).

Meccanica

Le motrici 421-428 sono di costruzione Carminati e Toselli; le 429 e 420 sono state invece costruite nelle officine di Centocelle recuperando componentistica dei locomotori 3 e 4, che sono quindi posti fuori servizio. La cassa è ad ambiente unico a sei finestrini e priva di porte di intercomunicazione. Oltre agli usuali freni diretto e automatico su due condotte, i rotabili dispongono anche di freno elettrico reostatico. Sulle prime sei motrici 421-426 sono montati i carrelli prelevati nel settembre 1926 dalle motrici 401, 402, 405, 406, 409 e 410, di cui in corso la trasformazione in gruppo 450.

Equipaggiamento elettrico

E' di costruzione TIBB. Si hanno due motori per carrello, permanentemente connessi tra loro in serie (alimentazione a 750 V); il comando è diretto con un interruttore di linea a comando elettropneumatico. Il compressore, l'illuminazione e il riscaldamento sono alimentati direttamente a 1600 V. La presa di corrente è a pantografo montato sopra un carrello.

Modifiche eseguite sui rotabili

Allo scopo di sperimentare i nuovi carrelli che la STEFER ha progettato per i treni bloccati urbani che entreranno in servizio a partire dal 1959, nel 1955 la motrice 422 monta due carrelli diversi, con passo di 2100 mm e interasse di 5600 mm.



 
A sinistra, particolare di un carrello della motrice 426 che, per quanto noto, dovrebbe essere quello di origine di una motrice gr. 400; in realtà il confronto con il carrello della 409non sembra confermare la notizia

 
     
 

Riepilogo dati del materiale motore degli anni Venti

 
 
num. es. anno q.tà mecc. equip. elettr. lungh. passo carr. diam. ruote interp. tara motori rapp.
trasm.
pot. CV comando compr. rad. nota
431-436 1921 6 Miani e Silvestri Franco Tosi (G.E.) 11000 1400 980 5500 34 CT170 1:4,47 4x96,7 ? CP28 1960  
431, 432 nota 2 1:5,93 1
433-436 1925 4 30 1:4,47 2
435, 436 1938 2 25,6 U175 1:5,31 4x70 diretto con interr. di linea e.m 3
412, 411
11-13 1923 3 Carminati
e Toselli
TIBB 12000 1500 1000 6500 32 GDTM48   4x96,7 diretto GCM2 1960  
421-426 1926 6 Carminati e Toselli TIBB 12260 1400 900 5060 22,5 U175 4x70 diretto con interr. di linea pn. 1959-60
427, 428 1930 2
429, 420 1932 2
Note. Per tutti i rotabili: rodiggio Bo-Bo; larghezza 2200 mm; freni diretto e automatico. Misure in mm e t.
1. Motr. 431, 432 modificate nel 1924 risp.1926 per treni merci.
2. Prob. togliendo zavorra.
3. Motr. 435, 436 divengono 412, 411 per il servizio urbano.
 
 
 
 

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Ultimo aggiornamento: domenica 24 dicembre 2023