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All'apertura dell'esercizio filoviario
l'ATAG attiva una piccola rimessa in via Cardinale De Luca, succursale del
deposito Flaminio ex SRTO. Questo piccolo impianto è raccordato con un bifilare
di servizio all'impianto della linea 138 sul lun
Dal 7 aprile 1937 entra in servizio la rimessa chiamata Eritrea, dal
nome dell'adiacente viale Eritrea; L'impianto è in realtà costituito da un capannone in lamiera
ondulata che l'ATAG utilizza per vari anni in diverse situazioni. La rimessa occupa esattamente l'area dell'attuale chiesa di Santa Emerenziana.
L'accesso per le vetture è da via Lucrino, dove è impiantato un doppio
bifilare con diramazione per la rimessa, che da un lato si raccorda alla linea
105 a piazza Acilia e dall'altro si prolunga per il viale Eritrea, raccordandosi
all'impianto della linea 106 in piazzale Annibaliano. La rimessa Eritrea sarà
parzialmente smantellata all'entrata in servizio del deposito della Lega Lombarda
e del tutto eliminata nell’immediato dopoguerra.

La rimessa in v. Cardinal de Luca.

La filorimessa Eritrea
Il 31 marzo 1939 entra in funzione la parte filoviaria
del deposito Lega Lombarda, aperto per l'esercizio autobus il 28 gennaio 1938, che sarà denominato filorimessa Lega Lombarda, gloria del regime
per l'efficienza che in seguito dimostrerà, oggi quasi del tutto demolito.

La filorimessa Lega Lombarda

Interni di Lega Lombarda (1940).
Il 21 ottobre 1940 è inaugurato il deposito Monte Sacro, posto nei
pressi di piazza Menenio Agrippa e collegato alla rete in corso Sempione. Nello
stesso periodo entra in funzione anche la filorimessa Angelo Emo, nell'omonima
via (in seguito denominata Trionfale). L'impianto è stato utilizzato per la
costruzione delle motrici articolate MATER ed ha continuato ad ospitare
materiale tranviario per diversi anni.

Rimessa Trionfale.

Deposito Monte Sacro (1943).
La grande manutenzione e le revisioni del materiale rotabile sono
sempre state fatte per i filobus, insieme ai tram e agli autobus, nelle officine
centrali di via Prenestina che, pur non essendo fisicamente connesse alla rete
filoviaria disponevano di una estesa rete interna di bifilare.
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