tram e trasporto pubblico a Roma

Ultime dalla rete romana di trasporto pubblico

Anno 2012, gennaio-giugno

[luglio-dicembre][indice]


Svio ed usuale frescaccia giornalistica

21 giugno. Dal Messaggero:

Un tram della linea 5 è deragliato tra piazzale Labicano e via Eleniana...

L'immagine allegata all'articolo:

Inutile ogni commento.

Addenda. Non molto meglio il sito di Roma Capitale (cioè il comune), che mette l'immagine di una 9200 che non c'entra niente, anche per la località della foto.

Macchinisti metro e linea 3; un commento di UTP

UTP DIFENDE MACCHINISTI METRO B1

In fondo è solo una folcloristica manifestazione sindacale - è l’opinione controcorrente dell’Associazione Utenti del Trasporto Pubblico - i grossi danni recati intenzionalmente al trasporto pubblico romano risiedono altrove.
Ristabiliamo la giusta proporzione delle cose, spiega l’UTP: che i disagi causati dall’anomala agitazione dei macchinisti non ci piacciano è normale, però assai di meno ci piace l’interruzione della linea tramviaria 3 che perdura ormai da 7 anni.
In proporzione, prosegue l’UTP, sette anni di interruzione del 3 sono 365 volte più gravi di una settimana di disservizi nella metro B.
Il sindaco Alemanno che condanna i macchinisti, domanda l’UTP, perché non fa la stessa cosa con chi, con analoghi pretesti formalistici, ancora blocca il ritorno del tram 3?
Non solo, aggiunge l’UTP, mentre i macchinisti “ci mettono la faccia”, i responsabili del perdurare dell’interruzione del 3 restano ignoti e non si riesce a sapere chi siano. La verità è che sono dei vigliacchi, accusa l’UTP, si nascondono per paura di ritrovarsi i Comitati Pendolari sotto casa (come è accaduto a Milano). Viceversa i macchinisti, che con i pendolari pur vivono a contatto quotidiano, manifestano apertamente la loro identità.
L’UTP chiede sanzioni proporzionate alle rispettive malefatte: un lieve buffetto per i macchinisti, supplizi medievali per gli intralciatori del 3.

UTP Roma

Mancano i macchinisti dalla metro B?

18 giugno. Li prendiamo da quelli destinati alla futuribile linea C. Parole dell'assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma.

Questi arriveranno - ha spiegato - dal corso per macchinisti aperto agli autisti, che partirà per la Metro C. Sono già pervenute duemila domande ma saranno scelte 70 persone che lavoreranno per la Metro C, mentre altre 50 andranno alla B...

Ma, egregio assessore, la metro C non è quella che sarà a guida automatica, cioè senza macchinisti? Non finisce mai di sorprenderci, il nostro Aurigemma.

Capolinea linea 8

17 giugno. Sembra siano iniziati i lavori per lo spostamento del capolinea dell'8 da largo Argentina a piazza Venezia. Restiamo in attesa della consueta serie di buffonate, pomposamente presentate: abbiamo prolungato la linea, riqualificato la piazza (nota), restituita la piazza ai romani, ecc.

Nota. - Abbiamo visto come hanno "riqualificato" piazza S. Silvestro: provi, qualcuno, a sedersi in questi giorni su una di quelle panchine di pietra poste in mezzo alla piazza in pieno sole...

Apre la metro B1?

12 giugno. Domani, 13 giugno: incredibile, ma così sembra dal sito ATAC.

Sì, però... Dal Messaggero di oggi 14 giugno.

La metro B1 (la tratta Bologna-Conca d'Oro), inaugurata ieri a Roma, a causa di un inconveniente legato all'infrastruttura si è fermata per circa 40 minuti a partire dalle 12

Pare che la colpa sia stata, guarda caso, del deviatoio di piazza Bologna che immette sulla nuova tratta.

Niente metro B1, ma innovativi progetti

8 giugno. La metro B1 non sarà inaugurata nemmeno il giorno 11, nonostante lo zelo dell'ATAC nell'apporre tutte le indicazioni sulla rivoluzione delle linee di superficie nei quartieri interessati, indicazioni poi prontamente ritirate; si balbetta (verbo molto adatto all'attuale stile di comunicazione del comune) di un avvio del servizio il giorno 18, ma sembra che nemmeno questo sarà possibile. E così, di settimana in settimana...

In compenso si studia un doppio prolungamento della linea A, da Battistini a Torrevecchia e, con una linea a trazione funicolare lunga quasi 5 km, da Torrevecchia a Casal Selce. E' quanto emerge da una assemblea tenuta, sembra, su iniziativa di non ben definiti tecnici di Roma Metropolitane, in una chiesa nel quartiere Boccea (ma le chiese non servivano per permettere a chi ci crede di pregare il creatore?). L'articolo fonte della notizia riporta anche una bella composizione che mostra una coppia di vetturette, una bleu e l'altra rossa, con la scritta minimetro,sotto un cielo attraversato da un aereo (lo stile richiama certe composizioni pubblicitarie in epoca fascista...).

A proposito: e il cantiere per lo pseudo prolungamento dell'8 è stato aperto? Ci era stato promesso per i primi di giugno, ma non sembra si veda niente, da quelle parti, che somigli ad un cantiere. Ci risiamo come con le promesse del Tabacchiera?

Come avevamo previsto...

4 giugno. ...non è stata inaugurata nessuna linea B1, visti i problemi di segnalazione che sembra affliggano ancora la nuova tratta, anche se dal comune si affannano a balbettare di non ben chiarite autorizzazioni mancanti. Circa poi l'inizio dei lavori per lo spostamento del capolinea dell'8, non se ne è vista traccia; vedremo nei prossimi giorni, ma...

Due notizie, due probabili balle

22 maggio. Apprendiamo (ANSA) che

Si sta finendo il collaudo della metro B1 quindi pensiamo che tra fine mese e i primi di giugno saremo in grado di renderla operativa.

E' una dichiarazione dell'Aurigemma, alquanto azzardata visti i problemi di segnalazione che affliggono la nuova tratta, ben lungi, pare, dall'essere risolti. Ma anche il Tosti non è da meno, affermando che

...ai primi di giugno iniziera' il cantiere per il prolungamento del tram 8.

come al solito tentando di far passare per "prolungamento" il semplice spostamento del capolinea dell'8 da largo Argentina a piazza Venezia. Ma il Tosti non si limita e aggiunge che

Noi siamo pronti e abbiamo messo ancor piu' in sicurezza il tracciato. Inoltre ci impegniamo consegnare i lavori al massimo entro febbraio 2013.

Quale sarà la sicurezza del tracciato, lungo sì e no 300 metri, lo saprà lui; restiamo comunque nella solita fiduciosa attesa per l'inizio dei lavori ai primi di giugno (cioè circa fra una settimana) e per la consegna degli stessi a fine febbraio 2013.

Sull'inveterata abitudine...

17 maggio. ...di rispolverare sistemi già in passato utilizzati, presentandoli come tecnologicamente avanzatissime soluzioni. E' il caso dei nuovi treni di NTV, chiamati anche Italo o treni di Montezemolo, in un opuscolo di propaganda dei quali troviamo

Italo e' basato sulla tecnologia di ultimissima generazione dei treni Alstom AGV ad altissima velocita', e prevede il sistema di motorizzazione ripartita su tutto il convoglio, anziché concentrata sulle motrici di testa e di coda. Questo concetto innovativo permette di eliminare le motrici...

Non sanno forse, gli estensori dell'opuscolo, che questa soluzione fu giù usata nel 1936 per gli elettrotreni Breda ETR200 e, dopo la guerra, per i convogli ETR300 e ETR250 (Settebello ed Arlecchino) e che è di uso comune in molte costruzioni tramviarie e ferroviarie leggere (ad es. gli elettrotreni della fu Roma-Fiuggi). Quanto poi ad eliminare le motrici, ci sembra che il sistema faccia tutto il contrario, rendendo motrici tutte le carrozze del treno. Ci dicono anche che

L’architettura articolata con motorizzazione distribuita, inoltre, elimina gran parte delle vibrazioni e del rumore prodotto dal movimento a bordo, ammortizza i movimenti tra le carrozze, ottimizza l’aerodinamica, garantisce una sicurezza ottimale, e riduce le spese di manutenzione del 15%.

Come, rendendo motori i carrelli intermedi, si ottengano questi mirabolanti risultati e che cosa abbiano a che fare l'aerodinamica e la sicurezza col fatto che un carrello sia motore o portante, va oltre la nostra immaginazione. Circa la manutenzione, vorremmo vedere come alzeranno tutto il treno di undici casse in caso di intervento su un carrello.

Come era facilmente prevedibile...

14 maggio. ...anche il 14 è arrivato e di tram sul 3 nemmeno l'ombra.

Nuova profezia dell'oracolo...

3 maggio. ...che sarebbe l'affidabilissima fonte che ci ha finora fornito precise e verificate previsioni sul futuro della linea 3. Le ultime nuove danno per certa la ripresa del servizio tramviario sulla linea, che avverrebbe il giorno 14 p.v. con un cerimonia degna dell'avvenimento. Si apprende che la linea, al momento limitata a porta San Paolo, sarebbe servita da 15 motrici Roma II, mentre altre 5 analoghe sarebbero necessarie per completare il servizio fino a piazza F. Biondo; anzi il nostro oracolo nega che vi siano difficoltà per il transito dei tram nelle vie Marmorata, Induno, ecc., sostenendo che è proprio la mancanza di 5 vetture la causa dell'impossibilità di esercitare la linea fin d'ora fino alla stazione di Trastevere (la cosa sembra tanto idiota da non dover essere nemmeno presa in considerazione). Infine sarebbero portate a 30 le vetture Stanga destinate alla demolizione. Inutile dire che consideriamo con l'abituale scetticismo queste notizie, tanto più che nemmeno una parola è spesa su come si intenderebbe sistemare il traffico in viale Carlo Felice; tra l'altro sembra vi sia una ostinata opposizione del municipio al ripristino dell'originale senso di marcia in via Statilia, condizione essenziale per riportare l'utilizzazione di viale Carlo Felice nelle condizioni originarie.

Retromarcia sulla linea 3

24 aprile. Sembra che la stessa fonte che, or sono pochi giorni, ci dava per certa la riapertura del servizio tramviario sulla .linea 3 per l'8 maggio abbia rettificato la notizia, adducendo vaghe motivazioni per alcune non ben definite difficoltà che vi sarebbero per l'operazione. La cosa non ci meraviglia affatto, anzi ce la aspettavamo vista 1) la già nota inaffidabilità del personaggio che avrebbe fornito la notizia e 2) la mancanza di qualsiasi lavoro propedeutico a risolvere il problema del transito in viale Carlo Felice. Quello che invece comincia seriamente a far pensare è la ripetizione periodica degli annunci di imminente ripristino del tram sulla linea 3 con notizie che sembrano sempre provenire dall'interno dell'ATAC con fonti di non provata autorevolezza (ammesso che nell'azienda esista qualche fonte autorevole): sembra quasi che qualcuno si diverta ad illudere e poi disilludere i vari appassionati in perenne attesa della riapparizione del tram sul 3.

Una serie di "sembra"...

18 aprile. Dal 14 al 22 aprile si terrà a Roma una manifestazione, detta La settimana della cultura, con dovizia di visite a musei, luoghi di interesse archeologico, ecc.; in sì eccezionale evento sembra che la motrice a due assi 907 effettuerà delle corse tra p.le Flaminio e p. Mancini, interessando forse anche p. Risorgimento e di conseguenza sembra che detta motrice sia stata finalmente abilitata alla guida da entrambi i banchi*, anche se sembra che uno solo dei banchi sia stato dotato del commutatore di comando scambi, il che obbligherebbe la vettura ad acrobatiche inversioni di marcia su triangoli di binario.  Ciò che appare invece certo è che ancora una volta il Parco museo di porta San Paolo sarà escluso dai festeggiamenti e resterà inaccessibile al pubblico durante la settimana culturale.

* ed alla marcia in parallelo..

Una raffica di strabilianti notizie

15 aprile. Da una fonte che qualcuno ritiene affidabile ci giunge una raffica di notizie strabilianti, che qui riportiamo con beneficio di inventario.

Ripristino del servizio tramviario sulla linea 3. Avverrebbe il giorno 8 maggio con cerimonia degna di sì grande avvenimento, anticipando di gran lunga quanto comunicato dall'ATAC il mese scorso, quando si annunciava che i tram avrebbero ripreso a circolare verso la fine del 2012 e si parlava di lavori all'armamento in viale Carlo Felice entro qualche settimana, lavori che, nemmeno a dirlo, non si sono mai visti. La circolazione tramviaria in viale Carlo Felice rimarrebbe sempre la stessa, ma la sede tramviaria sarebbe protetta non si sa bene con che tipo di barriera; nulla ci si dice sul traffico automobilistico, se resterebbe come è oggi o se tornerebbe come nel 2005. In ogni caso, all'8 maggio mancano circa tre settimane ed appare improbabile che in questo breve tempo riescano a costruire un qualsiasi tipo di barriera per il binario tramviario. Non è nemmeno noto se il rinato 3 raggiungerebbe p. F. Biondo o, come sembra probabile, si fermerebbe a porta S. Paolo. La nostra fonte aggiunge che il ripristino del tram sulla 3 sarebbe dettato anche dalla necessità di recuperare i 25 autobus oggi in servizio sulla linea; pare infatti che l'ATAC sia al momento carente in autobus (mah!, e tutti quelli nuovissimi che circolano sulle linee di una società TPL [ce ne sfugge il nome]?).

Capolinea di porta S. Paolo. L'anello di porta S. Paolo sarebbe stato ricostruito in quanto realizzato a suo tempo in maniera affrettata e precaria, coprendo una necropoli romana ivi esistente. Già queste affermazioni odorano di balle. L'anello in questione fu realizzato nel 1978 per la linea 30 barrato in modo che non sembra affatto precario, visto che prima della ricostruzione si trovava ancora, dopo trent'anni, in condizioni apparentemente accettabili; quanto alla necropoli, questa sembra essere esistita solo nelle chiacchiere dell'ATAC, visto che non se ne è mai vista una fotografia e che non sembra aver minimamente influito sui lavori di ricostruzione del capolinea. Oltre a ciò il vecchio binario dell'anello non sarebbe stato in grado di sopportare il peso delle motrici articolate serie 9200 che si intendono usare sulla linea (sarà!).

Materiale rotabile.

Un pronostico del sottoscritto? Demoliranno le Stanga, massacreranno le Socimi e, siccome le 92 andranno sempre  male, la rete tramviaria di Roma si potrà chiudere.

Anello di porta San Paolo: che ne faranno?

14 aprile. E' terminata la ricostruzione dell'anello capolinea di porta San Paolo. Adesso aspettiamo di vedere cosa ne fanno; se l'anello dovesse restare inutilizzato o essere usato solo sporadicamente per tram ristorante e simili sciocchezze, il sospetto che l'avvenuta ricostruzione sia stata dettata da qualcosa di diverso da una reale necessità diverrebbe certezza.

E' possibile il ripristino dell'esercizio tramviario sulla linea 3?

4 aprile. Tutto è, entro certi limiti, possibile; ma nel caso della linea 3 questi limiti sembrano estremamente ristretti e vediamo di chiarirne i motivi, sfrondando l'argomento da tutte le balle e le stupidaggini che si sono lette nei vari blog e che si sono sentite dalle varie voci autorevoli da un anno a questa parte.

Come è noto, il maggiore ostacolo alla riattivazione del servizio tramviario su questa linea è costituito dal transito in viale Carlo Felice, strada che dal 2005 è divenuta a doppio senso di marcia nella carreggiata di maggiore larghezza, impedendo il transito del tram nella direzione porta Maggiore, nella quale si troverebbe contro mano nel flusso di auto dirette a San Giovanni. Esaminiamo le possibili soluzioni del problema, almeno le più immediate.

  1. Ripristino del senso unico sulla carreggiata di maggiore larghezza, come anteriormente al 2005. Questa soluzione non può nemmeno essere presa in considerazione, non potendo costringere l'attuale traffico verso San Giovanni nella stretta carreggiata laterale presente a ridosso degli edifici.

  2. Spostamento del binario esterno verso porta Maggiore portandolo a filo o quasi del marciapiedi costeggiante il giardinetto (ex deposito ATM). Si avrebbero due gravi inconvenienti: 1) i tram provenienti da via Em. Filiberto, per immettersi sul binario, dovrebbero percorrere un'ampia curva, tagliando le correnti di traffico provenienti da piazza S. Giovanni e dalla via Appia; 2) a S. Croce il binario dovrebbe tagliare diagonalmente il viale per porsi in asse con via Eleniana, tagliando altra corrente di traffico. La soluzione è pertanto respinta.

  3. Abbattimento degli alberi che delimitano la carreggiata minore e, al posto dei rachitici giardinetti, costruire una sede tramviaria a doppio binario protetta. Sarebbe la soluzione ideale: la sede tramviaria resterebbe più o meno nella posizione attuale, la carreggiata maggiore ne potrebbe uscire anche leggermente ampliata in larghezza, mentre quella minore, delimitata dal binario tramviario e dagli edifici, assumerebbe la funzione di disimpegno per il traffico dalle traverse (se poi si volesse fare un impianto degno di una capitale europea, il binario tramviario, armato con rotaie Vignoles, si lascerebbe con la massicciata scoperta). Ma sono utopie: la soluzione non sarebbe nemmeno presa in considerazione per la solita cieca opposizione dei beoti ambientalistoidi all'abbattimento di quattro polverosi alberi, A malincuore, dobbiamo quindi scartare anche questa soluzione.

A questo punto, il ripristino della linea tramviaria per viale Carlo Felice appare del tutto irrealizzabile e passiamo quindi ad altri instradamenti.

  1. Instradamento da viale Manzoni a piazza Vitt. Emanuele per via Em. Filiberto, verso porta Maggiore per via di porta Maggiore. Sarebbe una deviazione troppo lunga per la linea, che non interesserebbe più la parte bassa di via Em. Filiberto e la piazza di porta San Giovanni. Nonostante ciò, la soluzione sarebbe alla fine l'unica da prendere in considerazione.

  2. Instradamento per viale Manzoni fino all'incrocio con via di porta Maggiore, seguendo poi la stessa fino a porta Maggiore. Sarebbe una variante migliorata della soluzione D, ma esigerebbe la costruzione di circa 300 metri di doppio binario in viale Manzoni, ricalcando la fu tramvia dei Castelli. Con l'aria che tira per il tram presso l'attuale giunta, proporre la costruzione di un binario è pura follia.

Conclusione? E' estremamente probabile, se non certo, che almeno fino al 2013 il 3 resti autobus. E dopo? Mah!...

Una nota aggiuntiva. - Nelle precedenti considerazioni non è stata considerata quella che sarebbe la soluzione più semplice ed immediata del problema: la riutilizzazione, così come si trova, della sede tramviaria di viale Carlo Felice, nei due sensi, separandola dalla sede stradale con un robusto gard rail. La soluzione non sarebbe accettata perchè 1) ridurrebbe la larghezza della sede stradale disponibile e 2) perchè sorgerebbero immediatamente comitati e simili richiedenti l'immediato smontaggio del gard rail, pericoloso per i motorini e i ciclisti e non ecocompatibile.

Un misterioso capolinea

3 aprile. E' in corso la ricostruzione dell'anello capolinea di porta San Paolo; il lavoro presenta alcune anomalie che segnaliamo qui di seguito.

  1. Possiamo sbagliare, ma non ci sembra che lo stato del binario dell'anello, peraltro a suo tempo pochissimo utilizzato, fosse tale da richiedere la sostituzione di rotaie e traverse.

  2. I lavori sono iniziati praticamente in sordina, senza essere preceduti dall'usuale grancassa di promesse di riqualificazione, di restituzione della piazza a questo e quello, di prolungamento di una linea, ecc..

  3. I lavori, affidati ovviamente ad una ditta privata che opera con gran sfoggio di uomini e mezzi, devono necessariamente seguire una gara, della quale però non si è mai sentito niente, al contrario di altre gare precedute anch'esse da grancassa e proclami.

  4. In un paese normale alla costruzione o ricostruzione di un capolinea segue l'utilizzazione dello stesso, portandoci una linea tramviaria; ma Roma (almeno al momento) è tutt'altro che un paese normale e ci viene spontaneo di chiederci quale linea andrà a terminare a porta San Paolo. Le solite voci, che almeno sull'argomento in questione si sono sempre dimostrate del tutto inaffidabili, indicano il ripristino dell'esercizio tramviario sulla linea 3, da sette anni esercitata con autobus. Ma che strada seguirebbe il ripristinato 3? Non certo il vecchio itinerario via Emanuele Filiberto-viale Carlo Felice-via Eleniana ecc., dato che l'attuale doppio senso di circolazione in viale Carlo Felice impedirebbe, per come è messo il binario, il transito del tram diretto a porta Maggiore; nè è pensabile una ricostruzione della tratta spostando a lato uno dei due binari, operazione che equivarrebbe ad una completa ricostruzione della strada della solita prevedibile durata di un anno e più (nota 1), nè tanto meno un ripristino del senso unico nella corsia più larga della strada (pericolo di rivoluzione). Passerebbe forse il tram per via Emanuele Filiberto-piazza Vittorio Emanuele-via di Porta Maggiore ecc.? Ma il II Municipio non si era sempre opposto alla svolta a sinistra verso via Emanuele Filiberto provenendo da via Labicana e viale Manzoni? Forse la limitazione è caduta (nota 2)?
    E allora? Volete la nostra previsione? Eccola: il capolinea di porta San Paolo, ricostruito per qualche inconfessabile motivo, resterà inutilizzato almeno fino al fatidico 2013 (e il 3 resterà autobus), anno in cui i nostri amati amministratori toglieranno il disturbo.

Nota 1. - Le solite voci danno in corso alcuni non ben definiti lavori in viale Carlo Felice; da ispezione condotta sul posto non sembra però esserci in atto alcun lavoro in quella via.
Nota 2. - Questo è peraltro l'itinerario seguito dai tram della linea 8 al rientro in deposito e da qualche vettura in transito eccezionale durante il giorno (per diretta osservazione).

23 marzo. [Phileas] Omologato il Phileas? E la guida automatica? E il sistema di alimentazione Primove?

Ultima difficoltà

27 marzo. Sembra che a Roma tutto debba complicarsi e problemi sconosciuti in altre città e in particolare in altre reti tramviarie si presentano puntualmente solo da noi. Adesso è la volta dei marciapiedi (o banchine) alle fermate per le quali sembra esista una norma che fissa la distanza massima del bordo della banchina dal pavimento delle vetture a pianale ribassato; nemmeno a dirlo, a Roma questa norma non sarebbe rispettata, in particolare in via Marmorata, e ciò è causa di grave ambascia per i nostri gestori del trasporto pubblico. Infatti non sarebbe possibile allargare semplicemente la banchina di quel tanto necessario, perchè con ciò si renderebbe problematico il passaggio degli autobus che con i loro 2500 mm sono più larghi dei tram e nel caso di incrocio, con le banchine più accostate, rischierebbero di urtarsi con gli specchi retrovisori. Consiglieremmo all'ATAC, per risolvere questo colossale problema, di andare a vedere come fanno altrove, ad es. a Milano o a Torino; a parte il fatto che l'inconveniente pare si sia manifestato dopo la costruzione della corsia preferenziale di via Marmorata, avendo posto le fermate nei due sensi sulla stessa trasversale, anzichè sfalsate come erano precedentemente.

Capolinea 8 a piazza Venezia con una serie di amenità

22 marzo. Le amenità sono quelle leggibili in un articolo apparso su Repubblica del 20 u.s. Eccone qualche passo, iniziando da quello che promette l'imminente inizio dei lavori per lo spostamento del capolinea dell'8 a piazza Venezia.

L'annuncio è arrivato in mattinata dall'amministratore delegato di Atac Carlo Tosti che ha spiegato: ''Stiamo concludendo lo studio di progettazione sull' infrastruttura, sull'armamento, sulla trazione e sul rotabile in virtù dei sottoservizi che sono stati trovati. Le azioni propedeutiche sono state avviate e la cantierizzazione è già in corso anche se l'attività vera e propria dovrà attendere qualche settimana. Garantiamo, comunque, che il cantiere sarà concluso non oltre febbraio 2013''.

Bellissimo lo studio "...sulla trazione e sul rotabile in virtù (!) dei sottoservizi che sono stati trovati": chissà cosa hanno intenzione di fare sul rotabile (quale, un tram scelto a caso? ved. nota) e sulla relativa trazione; i sottoservizi, poi, "sono stati trovati", guarda caso, prima non si sapeva che ci fossero. Comunque garantiscono che per arrivare alla fine dei lavori si debba attendere febbraio 2013, quando i nostri saranno in procinto di andarsene.

Il percorso del "nuovo" tram 8, progettato da Roma Servizi per la Mobilità, non ha fermate intermedie tra Largo Argentina e piazza Venezia: da via Arenula girerà direttamente in via Florida, proseguirà sulla sinistra in via delle Botteghe Oscure e via San Marco per poi arrivare al suo capolinea che sarà in piazzetta San Marco, vicino ai giardini.

Quello che finora era stato propagandato come prolungamento dell'8, è stato improvvisamente elevato al rango di nuovo tram e ci sarebbe mancato che su 300 metri di binario avessero pure messo una fermata intermedia. Poi si conclude ricordando che

...In origine si era discusso anche se creare un collegamento, in stile "metropolitana leggera", con la stazione Termini: idea sfumata sia per problemi tecnici (la salita ripida e le curve di via IV Novembre non avrebbero facilitato il percorso) sia per l'arrivo del progetto della metro C che prevede una sua fermata proprio in piazza Venezia e quindi un collegamento diretto con la stazione centrale

Dove fosse lo "stile metropolitana leggera" nel percorso del tram fino a Termini lo sapranno, forse, solo a Repubblica; ma non sanno di certo che non sono state le pendenze e le curve a far abbandonare il progetto; circa poi la metro C, non sanno nemmeno che la stessa non sarebbe mai passata da Termini. Restiamo comunque in attesa dell'inizio dei lavori, sperando che le promesse del Tosti non abbiano lo stesso valore di quelle del Tabacchiera.(segnalazione di M. Boccaccio).

Nota.- Immaginiamo volessero dire "al materiale rotabile", ma ci mancherebbe solo che per spostare un capolinea fosse anche necessario modificare il materiale rotabile!

Ultime notizie

21 marzo. Nelle ultime settimane, per motivi che qui non interessano, abbiamo trascurato di aggiornare il nostro sito e questa rubrica in particolare; cerchiamo quindi di riprendere il filo del discorso, segnalando quanto di interessante abbiamo rilevato.

Deposito tramviario al centro carni. Da Repubblica del 19 u.s. apprendiamo che il progetto di deposito per i tram (anzi per i jumbotram, secondo l'articolista) del Centro carni sarebbe stato definitivamente abbandonato. Non ce ne meravigliamo più di tanto.

Ulteriore idiozia dell'ordine degli ingegneri. Eccola descritta in quattro parole.

Deviazione della metro C al Circo Massimo come da comitato Celio; mega stazione sotto l'Anagrafe e prosecuzione sotto l'alveo del Tevere fino a piazza Pia, ove riprenderebbe il solito tracciato fino all'Auditorium. Da qui all'Acqua Acetosa ove si inserirebbe nella Roma Nord. In tale "passante" viene inserita anche la Roma Lido, proseguita da Porta S. Paolo alla mega stazione dell'Anagrafe, così fanno un bel passante Roma Nord-Roma Lido.

Lasciamo perdere il resto; ma all'ordine degli ingegneri (nota 1) non dovrebbero occuparsi di altre cose? Sembra comunque che non pensino più alle monorotaie.

Linea tramviaria 3. Problema oramai annoso sul quale non varrebbe più la pena di intrattenersi, se non altro perchè destinato a restare senza soluzione almeno per il restante tempo di vita della presente giunta municipale. E' comunque interessante, se non altro per la sua ipocrisia, un comunicato ATAC del 10 u.s.:

Nel corso dei lavori di ristrutturazione dell'armamento, che dovevano concludersi per il 27 marzo, in vista dell'ormai prossima riapertura della linea 3 del tram, sono affiorati i resti di una necropoli pare del II secolo. Come da prassi, i lavori sono stati interrotti e sono stati allertati gli uffici competenti del ministero dei Beni culturali che adesso stanno svolgendo delle verifiche. Le strutture tecniche di Atac sono in stretto contatto con gli uffici dei beni culturali per garantire contestualmente la conservazione dei reperti, ma anche l'avvio più rapido possibile di una linea tramviaria fondamentale per la città.

Si tratta dell'anello capolinea a porta San Paolo, da tempo inutilizzato. In generale, la ristrutturazione dell'armamento comporta l'estirpazione per la sostituzione di rotaie e traverse, con un'opera di scavo che difficilmente supera il metro. La necropoli del II secolo sembra quindi trovarsi a fior di terra: guarda caso, nessuno, nei precedenti lavori sulla piazza, se ne era mai accorto. Menomale che le strutture tecniche dell'ATAC, note per la loro competenza, provvederanno al rapido avvio della importantissima linea tramviaria.

Circa poi il motivo di questo lavoro, sembra che lo stesso sia propedeutico alla chiusura, sempre per la revisione dell'armamento, di via Induno. Ma, di grazia, come faranno allora le vetture della linea 8 a raggiungere il deposito? La soluzione è pronta: la 8 sarà provvisoriamente (leggi: a tempo indeterminato) esercitata con autobus, con gran gioia di chi, di recente, ha protestato sul Messaggero per il rumore del tram (bellissimo, nell'articolo, l'uso di pompe idrauliche per ridurre questo rumore).

Nota 1. - Al quale il sottoscritto si è sempre rifiutato di iscriversi.

Ancora sul tram 3 (ma cominciamo a stufarci)

8 marzo. In risposta ad un lettore del Messaggero che chiedeva lumi sulla solita faccenda della linea 3, l'ATAC dà una serie di sorprendenti informazioni, cominciando dal fatto che

La Testata Trasporti e Mobilità, come noto gestita dall'Azienda Roma Servizi per la Mobilità, ha risposto alle richieste di un lettore probabilmente non essendo informata su quanto Roma Capitale ed Atac stessero facendo sul tema.

Bellissimo, la mano sinistra non sa quello che fa la destra. Ma si segue:

Cogliamo l’occasione, quindi, per dare qualche informazione in più rispetto alla linea 3. A differenza di quanto scritto dal signor Vinicio, possiamo dire che, presumibilmente entro fine 2012, il servizio tram sarà in larga parte ripristinato. L’esercizio sarà svolto con tram Fiat Ferroviaria del tipo Roma 1 e Roma 2. Mentre, per quanto riguarda la viabilità, è già stato attivato il processo con il VII Dipartimento Mobilità di Roma Capitale per ripristinare il doppio senso di marcia sulla sede tranviaria di Viale Carlo Felice, dove, tra l’altro, sono previsti interventi sull’armamento che si concluderanno entro qualche settimana. Lavori che coinvolgono anche Via Emanuele Filiberto.

I lettori hanno presente la gomma americana che, se opportunamente maneggiata, si può allungare quanto si vuole? Bene, così è la linea 3, la riattivazione tramviaria della quale, promessaci da un tale Tabacchiera per la fine ottobre 2011, arriva adesso a fine 2012, ma presumibilmente e in larga parte, cioè senza alcuna certezza e nemmeno tutta la linea (ma quale parte?); aggiungono anche, forse credendo di farci felici, che la linea sarà servita con le vetture Roma 1 e Roma 2 (ma dove le prenderanno?). Ci consola comunque il fatto che "è stato attivato un processo" per la sistemazione del doppio senso di marcia in viale Carlo Felice; ci aspettiamo di poter vedere ben presto gli effetti di questo processo attivato.

Ma ci facciano il piacere: è oramai a tutti chiaro che questi signori, ben consci del fatto che fra un anno saranno presi a calci, non fanno altro che procrastinare qualsiasi decisione per poter passare le castagne (o patate) bollenti ai loro successori che siamo sicuri sapranno gestire in modo decente il trasporto pubblico romano.

Capolinea di piazza dei Gerani

28 febbraio. Si vocifera di una possibile risistemazione di piazza dei Gerani, con la sostituzione di un capolinea tramviario tronco al posto dell'attuale anello di via dei Frassini. Fine della risistemazione della piazza, che naturalmente sarebbe una riqualificazione per restituirla ai cittadini rendendola più vivibile, sembra essere la costruzione di uno dei soliti parcheggi sotterranei.

Come nel caso di piazzale Flaminio, il nuovo capolinea sarebbe quindi la conseguenza di una opera più o meno faraonica prevista non per migliorare il servizio tranviario, ma solo per offrire più possibilità di sosta alle auto, con la pretesa di liberare da queste lo spazio in superficie. L'impresa è vana, almeno a questo fine (ma forse non lo sarebbe per le ditte incaricate della realizzazione), come è dimostrato dallo stato in cui si trovano le piazze nelle quali si sono costruiti questi sciagurati impianti: sono peggio di prima, perchè lo spazio in superficie è ridotto dalla costruzione di accessi, marciapiedi, pozzi di ventilazione, ecc. e le auto sono sempre parcheggiate ovunque. Un esempio parlante è lo stato in cui è ridotta piazza Ledro, un tempo una tranquilla piazzetta tra piazza Verbano e piazza Istria, dove oramai il parcheggio è ammesso letteralmente al centro delle strade; ma analoga situazione, restando nello stesso quartiere, troviamo in piazza Volsinio, piazza Crati, ecc.

Oltre a ciò, il capolinea tronco imporrebbe l'uso di vetture bidirezionali, ma tra le 9200 quasi completamente inservibili, le poche 9100 impiegate sul 2 e sull'8 e le 9000 solo in minima parte effettivamente bidirezionali, l'ATAC si troverebbe in crisi di rotabili con l'aumento di linee provvisoriamente servite da autobus, in definitiva un altro passo verso la completa dismissione della rete tramviaria. Essendo poi impensabile che si provveda prima di tutto a costruire il nuovo capolinea e poi a smantellare quello esistente (come si usa fare nelle nazioni civili) per tutto il tempo della costruzione dell'opera, da prevedersi come minimo in un paio di anni, le linee 5 e 19 sarebbero esercitate con autobus, primo passo verso la soluzione definitiva di cui sopra.

Ci manca solo il VAL

25 febbraio. A quanto pare il nostro Tamburrino ha partorito un'altra delle sue geniali trovate: costruire la tratta S. Giovanni-Farnesina della metro C come VAL, con lo stesso percorso cambiando solo la posizione delle gallerie, con tanti bei saliscendi, smantellare la tratta S. Giovanni-Pantano (che nel frattempo sarà già entrata in funzione) e ricostruirla come VAL e rivendere i treni acquistati e le rotaie di risulta a qualche altra città che sta facendo la metropolitana. La tratta Torrenova-Pantano verrebbe così smontata e ricostruita per la quarta volta. Superlavoro in vista per la Corte dei Conti. Avremmo una metro C sotto altra forma; non male per l’ispiratore della Corte dei Conti. Sembra invece che la ben nota Associazione progetto Celio abbia rinunciato all'idea del tram su gomma, pronunciandosi a favore di un tram su ferro; meglio tardi che mai (da UTP, avv. Donzelli).

Metro C, riprendono le chiacchiere; un comunicato di Assoutenti

23 febbraio. Dopo la relazione della Corte dei Conti sulla costruzione della metro C, hanno ripreso fiato i tromboni imbonitori di sistemi tecnologicamente avanzati, chiamati per sostituire parte della costruenda metropolitana. In particolare, rispunta l'Associazione progetto Celio (ma chi li paga, questi?) con il suo tram veloce, che poi si rivela essere la solita zuppa già precedentemente propinataci, il Phileas.

Lasciando da parte queste e simili altre amenità pubblichiamo qui di seguito un comunicato su proposte alternative dell'UTP.

METRO C E CORTE DEI CONTI

Assoutenti non ignora l’allarme della Corte dei Conti e promuove proposta 

Roma 22 febbraio 2012. L’allarme lanciato dalla Corte dei Conti non può essere trascurato. In seguito alle contestazioni avanzate da quest’ultima sulla realizzazione e sul proseguimento dei lavori della linea C della metropolitana, si sono scatenate vere e proprie “guerre di religione” alle quali Assoutenti UTP insieme a Osservatorio Regionale Trasporti, si oppone con una propria proposta alternativa.  

Tenendo presente che tra chi dice che lo schema di rete così come è congegnato va benissimo ed è intoccabile, nonostante il costo economico spropositato da sostenere (366 milioni di euro per km minimo!!!), e chi dice, drasticamente, che sono bandite altre metropolitane a Roma, proponendo alternative estremamente fantasiose quanto inutili e dannose (quali autobus “ipertecnologici” al posto della metropolitana, peraltro falsamente definiti tram, con grave inganno terminologico) Assoutenti UTP, oltre a valutare sbagliati e negativi entrambi gli atteggiamenti, sostiene che è necessario, quanto indispensabile, investire nel trasporto metropolitano periferico.

Meno scavi sotto il centro storico e più linee in periferia, è quanto sostiene l’Associazione.

Il centro storico è già sufficientemente collegato e potrebbe essere integrato con rete tranviaria (ovviamente per tram si intende il “vero” tram con due rotaie di acciaio) senza un dispendio di soldi eccessivo. Il nostro obiettivo è di permettere ai cittadini di muoversi in modo comodo e capillare per la città anche e soprattutto per chi viene dalle periferie.

Non bisogna dimenticare inoltre che la metropolitana rappresenta al massimo un terzo delle infrastrutture su ferro necessarie per la città; occorre un serio riequilibrio degli investimenti in favore degli altri due terzi (ferrovie e rete tramviaria), raggiungendo aree molto più ampie e non solamente pochi itinerari.

Nei prossimi giorni Assoutenti UTP presenterà dettagliate osservazioni sull’argomento.

Possiamo intano anticipare:

  • Prima di procedere oltre, sbloccare i finanziamenti per la rete tramviaria, priorità a Togliatti e TVA.
  • Unificare le linee C e D, con uno schema simile al PRG 1962. Dal Colosseo, per Piazza Venezia, poi il percorso ex D (ma con stazioni fuori delle aree stradali),  per Stazione Trastevere e Magliana Nuova, e da qui, anziché l’EUR, verso Via Frattini, Trullo e Corviale.
  • Recuperare la linea E per Tor de’ Cenci, già finanziata con la legge 211, poi cancellata.
  • Linea locale leggera su ferro (modello “Genova”) sulla Cassia da La Giustiniana FS a Tor di Quinto.
  • Valutare ipotesi di recupero della linea ex SDO (D), in sopraelevata (tangenziale intermedia fra tram Togliatti e FR1, collegamento tra periferie).

Maria Alliney, Ufficio stampa assoutenti; 06/6833617.

Restiamo in attesa delle dettagliate osservazioni di Assoutenti.

Ultim'ora. Pare sia trapelato che i magistrati che hanno lavorato per la relazione della Corte dei Conti sono stati coadiuvati dalle perizie fatte dall'arch. Tamburrino. personaggio a noi già noto. Simonacci, redattore del progetto della metro C, ha fatto una contro relazione di non si sa quante pagine per chiarire le tantissime falsità emerse da quelle perizie che poi hanno sfociato nella relazione della Corte. Sabato ci sarà la manifestazione assemblea al teatro Colosseo di quei cretini di progetto Celio a cui parteciperà Tamburrino assieme ad Ercolani, altro nostro vecchio amico.

Filobus e tram 3: usuali amenità dell'ATAC

22 febbraio. Dal Messaggero del 21 c.m., un estratto della risposta dell'ATAC ad un lettore che chiede come mai il 90 sia esercitato, per alcune corse, con autobus.

...Atac si sta impegnando per tornare a servire interamente con filobus anche la linea 90D che, al momento, è coperta anche con autobus a gasolio.

Non "anche" ma "solo" con autobus.

Ad oggi Atac ha in esercizio 16 filobus sull’intero parco composto da 24 vetture.

Ma il parco non era di 30 vetture? Che fine hanno fatto le altre sei? Forse cannibalizzate?

Per alcune vetture è necessario sostituire le batterie che hanno un prezzo unitario di mercato di circa 75 mila euro ...mentre per altri filobus si tratta di interventi di manutenzione su altre componenti dei veicoli.

Sospettiamo che "alcune vetture" sia un eufemismo per indicare "tutte le vetture", mentre siano certi che "circa" sta a indicare "più di" 75 mila euro e prendiamo atto della economicità del servizio filoviario con marcia a batterie, non di emergenza ma su buona parte del percorso, come del resto abbiamo sempre sostenuto. Sarebbe anche interessante sapere quante volte, in media, sono state sostituite le batterie per ogni vettura dall'inizio del servizio.

Altra interessante notizia troviamo sulla rubrica Trasporti&Mobilità del giornale Metro: ad una lettrice che vorrebbe rivedere al più presto tornare tram il 3, l'ATAC risponde con la seguente serie di evidenti bugie:

...al momento il 3 rimarrà autobus a causa di alcuni cantieri a via Emanuele Filiberto la presenza dei quali ha, tra l'altro, fatto rinvenire alcuni reperti archeologici,

Ma non erano finiti da un pezzo i lavori in via Emanuele Filiberto? E che cos'è quest'altro improvviso ritrovamento archeologico?

15 febbraio. [Phileas] Ma per caso il Phileas è morto?

Siamo preparati a tutto; tutto è sotto controllo...

4 febbraio. ,,,non è vero, sig. Sindaco? Riceviamo dall'avv. Donzelli (UTP) e pubblichiamo.

PIANO NEVE TRASPORTI, UN DISASTRO

La neve era abbondantemente prevista, non è piombata all’improvviso come l’allagamento della stazione metro piazza Bologna. Stupisce quindi l’impreparazione dimostrata dal sistema tutto del trasporto pubblico.

Ma quel che è più grave è l’improvvisa interruzione del servizio tramviario. I tram non hanno bisogno di catene, non hanno particolari problemi con la neve, e le strade sono comunque sgombre, visto che sono percorse dagli autoservizi sostitutivi. Qualunque siano i “motivi tecnici” che tireranno fuori, si tratta comunque di situazioni prevedibili ed evitabili con un minimo di diligenza.

Questo dimostra solo lo stato di dissesto della rete tramviaria, già segnalato da questa associazione. Priorità assoluta dovrebbe essere porre rimedio a tale dissesto, anziché pensare a megametropolitane faraoniche, all’acquisto di nuovi autobus o a opere per il traffico privato. E sembra quasi una “controrisposta” alla nostra contestazione di ieri, circa l’opportunità di esercizio tramviario della linea 3 almeno in caso di neve, ancorché con percorso deviato e consentendo svolte a sinistra normalmente non ammesse.

Alle osservazioni del collega Donzelli vogliamo aggiungere che sul giornale Metro (rubrica Trasporti e Mobilità) nei giorni scorsi si annunciava che in caso di neve tutto il servizio tramviario sarebbe stato sospeso; successivamente la stessa rubrica rettificava che in caso di neve sarebbe stata in esercizio la sola linea 5. Ogni commento è superfluo; forse il nostro sig. Sindaco non è mai stato d'inverno in Svizzera, in Germania, in Svezia ed altri paesi nordici per vedere come si svolge il servizio tramviario in città nelle quali le giornate di neve non costituiscono una eccezione.

Come circolavano i tram a Roma durante la nevicata del 30 dicembre 1939

Filobus ibridi

17 gennaio. Chissà cosa saranno. Sono proposti, dopo soppressione della Roma-Giardinetti, per l'esecizio della linea 105. Va bene che oggi tutti parlano (normalmente a sproposito) di tutto, ma che anche Abitare a Roma metta il becco su questioni di trasporto... bah! (leggere il dotto articolo). L'unica cosa da osservare è che si potrebbe anche pensare ad un esercizio filoviario sulla 105, ma per favore utilizziamo normali filobus e non cineserie nemmeno ben definite!

Filobus in difficoltà?

13 gennaio  Nella generale decadenza del trasporto pubblico romano pochi si saranno accorti della cessazione dell'esercizio filoviario sulla linea 90D*, cessazione che risalirebbe alla fine dell'estate. Secondo voci raccolte tra il  personale, ciò sarebbe dovuto all'esaurimento delle famose batterie, non più in grado di assicurare il servizio sulle due tratte; si avrebbero anche difficoltà a garantire l'uscita delle vetture dal deposito di Monte Sacro. Sarebbe la logica conclusione di un'opera sbagliata fin dall'inizio (notizie di M. Pietrini).

* Linea che, nella trionfale descrizione apparsa di recente su un libello che circola all'interno dell'azienda, è data come la seconda, grandiosa "elettrificazione" di una linea di trasporto romana.

Si legga su http://www.cityrailways.it/home/2011/12/30/e-liberaci-dal-tram.html#entry14379480 un resoconto della situazione tramviaria a Roma, che ripete e rinforza quanto da noi già espresso.


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rev. 04/01/20