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Note di trazione elettrica. Storia e tecnologia della trazione in serie |
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SULL'OPPORTUNITA' DI COLLEGARE GLI UTILIZZATORI IN SERIE |
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Riportiamo in carattere corsivo alcuni passi di un documento scritto dal Cattori per sostenere il collegamento in serie delle motrici di una linea tramviaria, dal quale si evince quante poche e confuse idee avesse il nostro sull'argomento. * * *
Il Cattori fa finta di non sapere che con il "lavoro in serie" ad ogni mulino spetta una caduta pari alla caduta totale divisa per il numero dei mulini, supposti tutti uguali. Ma procediamo.
D'accordo per le "quantità" (intensità) di corrente, ma la sezione del conduttore non c'entra per nulla: in un collegamento in serie la corrente che attraversa gli utilizzatori è la stessa per tutti, quale che sia la loro resistenza, ma la tensione che deve fornire il generatore aumenta con l'aumentare degli utilizzatori.
Qui non si capisce cosa intenda dire il Cattori: n resistenze in serie attraversate dalla corrente I dissipano (nR)I2 watt, mentre in parallelo la potenza dissipata è n(RI2) cioè la stessa e se applicasse correttamente le leggi di Ohm e di Joule, arriverebbe allo stesso risultato, come è dimostrabile dal seguente semplicissimo esempio numerico. Supponiamo di avere tre ferri da stiro, uguali tra loro; ognuno, alimentato a 220 V, assorbe una corrente di 5 A, fornendo quindi (e consumando) una potenza pari a 220.5=1100 W. Se li attacchiamo nel modo usuale alle prese di casa, realizzando quindi un collegamento in parallelo, la potenza totale fornita e assorbita dalla rete è 1100.3=3300 W. Se vogliamo collegare i ferri da stiro in serie tra loro, dividendosi la tensione applicata alla serie in tre parti eguali, la stessa dovrà essere pari a 220.3=660 V; la corrente. eguale in ogni apparecchio, sarà ancora di 5 A e la potenza totale di 660.5=3300 W, esattamente come col collegamento in parallelo, con buona pace del Cattori. Bellissimo poi ciò che segue (la sintassi non è il forte del nostro inventore):
Se potessimo prelevare il Cattori dall'oltretomba, e porlo davanti a due impianti di illuminazione: il primo, quello di casa alimentato in parallelo a 220 V e il secondo, quello di una vecchia vettura della Roma-Fiuggi alimentato in serie a 1600 V; tolta, nei due casi, una lampada, il Cattori sarebbe invitato a infilare un dito successivamente nei due portalampada e a giudicare, dalla sensazione ricevuta, se è più pericoloso il sistema in parallelo o quello in serie. |
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| FONDATORE | ||||||||
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